La piaga della violenza sulle donne tocca anche la Svizzera, e i dati lo confermano. 2 donne su 5 sono vittime di una forma di violenza almeno una volta nella loro vita. Come afferma la Fondazione Diritti Umani, la polizia, in Svizzera, interviene in media 54 volte al giorno per casi di violenza domestica. Purtroppo, anche i femminicidi non sono estranei al nostro paese.
Insomma, i dati non sono rassicuranti. Per vedere questi numeri ridotti all'osso, ci vorrà un profondo cambiamento culturale e socio-economico che impiegherà diverso tempo per avvenire. Nel frattempo, per accompagnare questo cambiamento, è necessario tutelare la donna con nuove leggi e misure. La mia proposta lo fa, nello specifico nel suo tragitto su rotaia.
Spesso i viaggi sul treno, specie nei momenti serali, sono fonte di profonda angoscia e preoccupazione per le donne. Sui treni, purtroppo, più volte si sono verificati casi di sguardi, occhiate, apprezzamenti, insulti, palpatine e di becero esibizionismo. Nel mio Canton Ticino, addirittura, si è anche verificato un caso di stupro ai danni di una minorenne. Per questo motivo, propongo di creare dei cosiddetti "vagoni rosa", nei quali possono accadere solo donne e bambini, affinché queste possono sentirsi al sicuro. Sarebbe auspicabile che questi vagoni siano dotati di appositi tasti anti-emergenza, ai quali la donna può ricorrere in caso di estrema necessità, e di personale volto a garantire la sicurezza.
Timeline
23.03.25
Proposta inoltrata.
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